Serve un registro dei trattamenti con la nuova LPD?
A cura di Advisorn · aggiornato il 17 ottobre 2026 · Art. 12 LPD, art. 24 OPDa, art. 30 GDPR
In breve
Sì, di regola. La LPD obbliga titolari e responsabili del trattamento a tenere un registro delle attività di trattamento (art. 12 LPD). Sono esentate le imprese con meno di 250 collaboratori, salvo che trattino su larga scala dati degni di particolare protezione o facciano una profilazione ad alto rischio (art. 24 OPDa).
Che cosa deve contenere
Per ogni attività di trattamento, almeno (art. 12 cpv. 2 LPD):
- l'identità del titolare;
- lo scopo del trattamento;
- le categorie di persone interessate e di dati personali;
- le categorie di destinatari;
- la durata di conservazione, o i criteri per stabilirla;
- una descrizione generale delle misure di sicurezza;
- se i dati vanno all'estero, lo Stato e le garanzie (art. 16 LPD).
Se l'azienda ha meno di 250 collaboratori
L'esenzione della LPD vale solo se il rischio è basso. Se si applica anche il GDPR, la sua esenzione (art. 30 par. 5 GDPR) è più stretta: non vale per i trattamenti non occasionali, come la gestione del personale o dei clienti. In pratica quasi ogni azienda che lavora con l'UE tiene comunque il registro.
Anche chi è esentato fa bene a tenerne uno: serve per scrivere l'informativa, rispondere a una richiesta di accesso e valutare una violazione dei dati.
LPD e GDPR a confronto
| LPD (Svizzera) | GDPR (UE) | |
|---|---|---|
| Chi lo tiene | Titolare e responsabile del trattamento (art. 12 cpv. 1) | Titolare e responsabile del trattamento (art. 30 par. 1 e 2) |
| Esenzione | Meno di 250 collaboratori e rischio basso (art. 24 OPDa) | Meno di 250 dipendenti, solo per trattamenti occasionali e a basso rischio (art. 30 par. 5) |
| In pratica | Molte PMI sono esentate, ma conviene tenerlo | Quasi sempre obbligatorio |
Domande vicine
Informazioni generali, non una consulenza sul vostro caso: per il vostro caso conta il testo della legge. Per una domanda sul vostro caso c'è la consulenza di Advisorn.