Tribunale amministrativo federale ·

Riconoscimento vocale: serve un consenso esplicito, continuare a parlare non basta

A cura di Advisorn · orientamento, non consulenza

In breve

Il Tribunale amministrativo federale ha confermato che PostFinance deve ottenere un consenso esplicito prima di creare l'impronta vocale di un cliente. Continuare a parlare dopo l'avviso registrato non è un consenso esplicito; senza consenso l'impronta va cancellata.

Cosa è successo

Nel 2025 l'IFPDT aveva ordinato a PostFinance di chiedere un consenso esplicito per l'autenticazione con la voce e di cancellare le impronte create senza. PostFinance aveva fatto ricorso.

Con due sentenze del 13 ottobre 2026 (A-4467/2025 e A-6813/2025) il Tribunale ha dato ragione all'IFPDT. Un'impronta vocale è un dato degno di particolare protezione: crearla senza consenso esplicito lede la personalità e nessun motivo giustificativo la salva. PostFinance ha tempo fino a metà febbraio 2027 per raccogliere i consensi mancanti.

Che cosa significa per una PMI

Se usate la voce, l'impronta digitale o il volto per riconoscere clienti o collaboratori, chiedete un consenso esplicito e separato, prima del trattamento, e tenetene traccia.

Un avviso che la persona «accetta» continuando a usare il servizio non basta per questi dati.

Fonte: Comunicato dell'IFPDT del 21.10.2026. Informazioni generali riassunte dalla fonte, non una consulenza sul vostro caso: per il vostro caso conta il testo della decisione o della legge.